Statuti, ordini e provisioni per l’officio delle vettovaglie della terra di Chiari

  • Fabrizio Costantini

Abstract

«Per la qualità del terreno, per la salubrità dell’aria, per l’irrigationi dell’acque et per la cognitione di buona coltura che hanno quelle genti, è fertilissimo et abbondante di viveri ». Con queste parole Nicolò Donato, Capitano di Brescia, descriveva il territorio bresciano nella relazione di fine incarico al Senato veneziano nel 1640. L’agricoltura, tuttavia, era meno praticata di quanto auspicassero i podestà territoriali: a fine Settecento Chiari era un grosso borgo quasi completamente vocato al setificio dove si levavano forti i lamenti dei grandi proprietari terrieri, che spesso non trovavano manodopera per i loro fondi o ne trovavano a salari esorbitanti.

Marc’Antonio Ottonelli, podestà di Chiari nel 1783, con la pubblicazione delle istruzioni a stampa - «epilogate, riformate e ristrette» - riordinava le norme inerenti il commercio a Chiari e ricordava agli ufficiali alle vettovaglie come svolgere debitamente i loro compiti.

Le provisioni coprono ambiti molto diversi fra loro, ma hanno l’obiettivo di tenere sotto controllo alcuni aspetti di mercato, assicurare la disponibilità di alimenti nella comunità, concorrere al buon ordine del territorio.

Queste pagine ci offrono quindi uno spaccato di come una città tentava di procurarsi i beni necessari per la sopravvivenza dei sudditi e di come tentava di auto-organizzarsi per evitare malcontenti e pericolosi tumulti.

Fabrizio Costantini ha curato l’apparato critico.

Pubblicato
2018-12-02