Le fonti per la storia medievale clarense. Ricognizione documentaria. Sezione Archivi Bresciani

  • Paolo Bianchi
  • la Redazione

Abstract

Nel quadro delle opere avviate per il restauro degli edifici di Piazza Zanardelli da adibire ad Archivio Storico e Museo della Città, ad integrazione delle indagini archeologiche prescritte dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, nei primi mesi del 2007 l’Amministrazione comunale di Chiari affidava alla Fondazione Civiltà Bresciana l’incarico di eseguire una sistematica ricognizione documentaria negli archivi pubblici e privati al fine di valorizzare e comprendere al meglio l’evoluzione storica dell’abitato di Chiari.

L’indagine conoscitiva, inerente la documentazione scritta fino al termine del XV secolo, doveva riguardare le carte – incluse eventuali mappe e disegni - conservate presso gli Archivi di Stato di Brescia, di Milano, di Venezia e di Fano, presso l’Archivio storico diocesano di Brescia e quello di Milano, presso la Biblioteca civica Queriniana di Brescia, l’Archivio storico civico del Comune di Brescia, l’Archivio segreto Vaticano, l’Archivio parrocchiale e l’Archivio comunale di Chiari, l’Archivio privato della nobile famiglia Bettoni-Lechi (Brescia) e quello della nobile famiglia Bettoni-Cazzago (Bogliaco), l’Archivio, infine, della Fondazione Civiltà Bresciana.

La conduzione delle ricerche veniva affidata a Gabriele Archetti – docente di Storia medievale presso l’Università Cattolica S. Cuore di Brescia e coordinatore culturale delle attività della Fondazione Civiltà Bresciana – con l’onere di concluderle entro il 2007 coordinando il contributo di alcuni ricercatori universitari.

Sul tema de “Le fonti per la storia medievale clarense”, la Redazione di Quaderni Clarensi avvia ora la pubblicazione degli esiti della complessa ricognizione documentaria di cui si è fatto cenno: il primo contributo proposto illustra le ricerche svolte principalmente presso gli archivi bresciani da Paolo Bianchi, all’epoca ricercatore universitario.

Premettendo indispensabili precisazioni sui criteri che hanno guidato la ricerca presso i fondi bresciani (locali, sovralocali e provinciali) ed altre fonti (registri malatestiani di Fano), Paolo Bianchi sviluppa alcune considerazioni circa la ricchezza documentaria che attesta l’importanza di Chiari nel contesto del distretto bresciano (in particolare a partire dal secolo XIV e nel corso del secolo XV) e conclude:

“Ci si trova di fronte a un patrimonio ricchissimo di memoria collettiva, interessante sia sul piano scientifico che dal punto di vista della storia locale, che si apre al ricercatore in tutta la sua potenzialità e attraverso il veicolo dell’attività di carattere accademico diviene fruibile alla comunità che è il frutto attuale e concreto di questo passato del quale, va reso atto, ha scrupolosamente conservato tradizione e memoria”.

Il testo viene pubblicato nella sua versione autentica.

Completa la ricerca l’immagine dello stemma di Chiari risalente al XV secolo.

Pubblicato
2018-12-02